lunedì 18 settembre 2017

Tre Highsmith




Oggi, in questo post "letterario" voglio parlare di un'autrice da me molto amata, ovvero Patricia Highsmith. Autrice che è conosciuta da molti per il romanzo Carol, dal quale è stato tratto il recente film di Todd Haynes, e soprattutto per i romanzi che hanno per protagonista Thomas "Tom" Ripley, ovvero Il talento di Mr. Ripley, Il sepolto vivo, L'amico americano, Il ragazzo di Tom Ripley e Ripley sott'acqua.
Ma i tre romanzi che ho scelto sono un po' meno famosi, o meglio, uno è abbastanza famoso mentre gli altri due sono meno conosciuti. E devo dire che , seppur considerati da molti come "minori" sono fra i miei preferiti perché sono dei thriller molto controversi e bizzarri, quasi Coeniani -se mi passate il termine-.

Il primo libro di cui vi voglio parlare è senza dubbio il più noto dei tre, per due semplici motivi: Uno- E' l'opera di esordio di Patricia Highsmith , ovvero quella che l'ha resa famosa a soli 29 anni, e Due - Da questa storia è stato tratto uno dei thriller a mio parere più belli, e anche sottovalutati di Alfred Hitchcock, ovvero Strangers on a Train, che in italiano è arrivato con il titolo L'altro uomo.
Sconosciuti in treno ha una storia quasi Dostoevskiana, molto controversa e cupa , ed ha per protagonista Guy, che è un giovane architetto di grandi speranze che durante un viaggio in treno incontra  tale Bruno , un giovane e alcolizzato bellimbusto. Come succede a volte fra persone sconosciute in treno, il giovane attacca bottone e comincia a raccontare la sua vita. E così Guy scopre che questo Bruno è un mezzo sbandato che vive sulle spalle della madre e che ha un pessimo rapporto con il padre. Anche Guy, suo malgrado, si ritrova a parlare di se, e veniamo così a sapere che sta cercando di divorziare dalla moglie , ma quest'ultima fa di tutto per temporeggiare  e rimandare il divorzio, in modo da impedirgli di sposare la donna che ama attualmente. I due cominciano a parlare degli argomenti più disparati , fino a quando Bruno non se ne esce fuori con una proposta sconvolgente: uno "scambio di omicidi". Il piano è semplice: Bruno ucciderà la moglie di Guy, e Guy ucciderà il padre di Bruno. In questo modo, i sospettati principali avrebbero dei solidi alibi, e la polizia non sospetterebbe mai il coinvolgimento di due sconosciuti nei due omicidi (o un qualsiasi collegamento fra di essi).
Guy prende la proposta come uno scherzo di pessimo gusto, e presto si dimentica della cosa. Ma Bruno... Non è dello stesso parere.
Il seguito non ve lo dico:  leggete il libro!

Perché mi piace questo romanzo? Lo ammetto, una piccolissima parte del mio amore deriva dal fatto che è stato il primo romanzo che ho letto della Highsmith, ma a parte questo, trovo che sia davvero fra le sue opere più riuscite: ci sono già tutti gli elementi cari all'autrice , come ad esempio lo scontro fra moralità e amoralità, e i due protagonisti maschili -Bruno e Guy- che si odiano pur essendo intimamente legati dall'omicidio, sono l'archetipo di moltissime coppie presenti nei suoi romanzi successivi. E poi, come sempre, c'è quel sottile disagio che ti crea il simpatizzare per personaggi abbastanza sgradevoli e malvagi, ed in questo la Highsmith era veramente una maestra. Consigliatissimo!


Il secondo libro di cui vi voglio parlare è The Blunderer, uscito con il titolo italiano Vicolo cieco.
Il protagonista della storia è l'avvocato Walter, un uomo mite e gentile che -come spesso accade nei romanzi della Highsmith- si ritrova intrappolato in un matrimonio infelicissimo. La moglie Clara, infatti, è una donna odiosa e nevrotica, che minaccia il suicidio ogni volta che Walter paventa una separazione. Walter , che a causa dei capricci della moglie ha perso tutti i vecchi amici, trova conforto nell'amicizia con la giovane insegnante di musica Ellie, che però scatena la gelosia di Clara, che cerca di uccidersi con delle pillole. Il gesto riporta Walter fra le sue braccia, ma l'odio di quest'ultimo verso la moglie riaffiora raddoppiato poco dopo. In quel periodo, Walter rimane molto colpito da un caso di cronaca nera locale : una donna viene uccisa nella vicina stazione di sosta degli autobus, e nonostante il marito (un libraio di nome Kimmel) sia il principale sospettato, non ci sono prove schiaccianti della sua colpevolezza. Per Walter quell'omicidio diventerà una vera è propria ossessione: arriverà a ritagliare tutti gli articoli di giornale al caso inerenti, fino a portarlo ad incontrare lo stesso Kimmel (che considera senza il minimo dubbio colpevole). In seguito, chiederà nuovamente il divorzio a Clara, ma quest'ultima glissa e decide di andare a trovare la madre in fin di vita, e farà il viaggio... in autobus. In preda ad una vera e propria ossessione (e completamente in balia del malsano desiderio di uccidere la moglie), decide di seguire l'autobus che ha preso Clara fino alla prima stazione di sosta (come secondo lui ha fatto Melchior la notte dell'omicidio), e di spingerla in un dirupo. Ma arrivato sul luogo, la donna sembra scomparsa. Il giorno dopo, Walter avrà una sconvolgente sorpresa... (non racconto altro, ho già spoilerato fin troppo!).

Perché mi piace questo romanzo? Perché è grottesco, folle, crudele! E la prima volta che l'ho letto ho pensato: Wow, sembra un romanzo scritto apposta per diventare un film dei fratelli Coen! Questo mio commento si basa soprattutto sulla seconda parte del libro (che non vi voglio assolutamente spoilerare), ma vi assicuro che se amate il duo terribile (per film come, ad esempio "L'uomo che non c'era"), amerete anche questo romanzo. E secondo me, anche Noah Hawley (il creatore della serie tv Fargo) ha letto la Highsmith. Dei tre, è quello più difficile da consigliare, quindi leggetelo a vostro rischio e pericolo.

Il terzo e ultimo libro di cui vi voglio parlare è A Suspension of Mercy, uscito in Italia con il titolo Senza pietà. Il protagonista di questa storia è uno sceneggiatore specializzato in serie tv gialle di nome Sydney Bartleby, che vive nel Suffolk insieme alla moglie Alice. Indovinate un po'? I rapporti fra Sydney e Alicia sono tutt'altro che idilliaci, infatti Alicia (di nobili natali) è sempre più delusa e irritata dalla carriera "in stallo" del marito, e le liti sono all'ordine del giorno. Sydney fantastica spesso di uccidere la moglie (il suo modus operandi preferito è quello di spingerla dalle scale, per poi avvolgerla in un tappeto e sotterrarla) , ma non per un reale desiderio di ucciderla, ma piuttosto come esercizio mentale per le sue sceneggiature gialle alle quali sta lavorando. In seguito ad una lite più burrascosa delle altre, Alicia decide di prendersi una pausa e di andare per un periodo indefinito di giorni a Brighton, e Sydney approfitta di questa sua improvvisa partenza per mettere in atto un gioco pericolosissimo: fingere di aver ucciso la moglie, mettendo in atto tutti i piani mentali studiati fino a quel momento (ovvero prendere il tappeto arrotolato, caricarlo in macchina e sotterrarlo in aperta campagna). Da questo "gioco" ricaverà del materiale preziosissimo per i suoi romanzi, ma l'assenza di Alicia si prolunga sempre di più, ed i vicini ed i parenti della donna cominciano a preoccuparsi  seriamente (anche in virtù dello strano atteggiamento di Sydney). Come si suol dire, "Il gioco è bello quando dura poco", e mai come in questo caso, un gioco lungo avrà così tragiche conseguenze!

Perché mi piace questo romanzo? E' stato fra gli ultimi romanzi dell'autrice che ho letto, e ad essere sincero non mi aspettavo chissà cosa. E invece, ok, presenta dinamiche e situazioni già proposte molte altre volte dalla Highsmith (che spesso tende a ripetersi) , ma questo continuo gioco speculare  fra finzione e realtà è affascinante, e contribuisce a creare una tensione fortissima. Si arriva alla fine del libro completamente angosciati, e solo dopo aver letto le ultime righe si può tirare un sospiro di sollievo. Anche se...

Ho scritto un assurdo papirone, ma spero vivamente di avervi un po' incuriositi su quest'autrice. La Highsmith non era una persona amabile, soprattutto nei suoi ultimi anni: in molti la consideravano una razzista ubriacona,  misogina e piena d'odio, e probabilmente era davvero così. Nei suoi romanzi, a trionfare sono spesso i sentimenti negativi, l'odio, l'egoismo e la crudeltà, e spesso traspare una sua visione del mondo pessimista e diffidente del buono nelle persone . Ma il suo talento come scrittrice e innegabile.

Mi piacerebbe tornare della maestra dell'apprensione (come la definì Graham Green), e magari dei numerosi film che sono stati tratti dalle sue opere. Fatemi sapere se siete interessati!



domenica 17 settembre 2017

Il book tag della fine dell’anno… leggermente in anticipo!


La mia amica e super lettrice MariaSte mi ha taggato, quindi ecco le mie risposte!

C’è qualche libro che hai iniziato quest’anno e che senti di dover concludere?

Sì, vorrei finire la trilogia di Gormenghast, iniziata poco prima dell'estate. Al momento ho letto solamente il primo libro -Tito di Gormenghast - e mi sono follemente innamorato dello stile unico e dei personaggi bizzarri di Mervyn Peake! Se amate il fantasy/gotico/grottesco, ve lo consiglio caldamente. Fra l'altro Adelphi lo sta ristampando in formato economico, quindi avete un incentivo in più per recuperarlo. 


 Hai un libro autunnale che ti introduce alla fine dell’anno?

Non ho ben capito questa domanda, quindi la interpreterò a modo mio. Di solito, verso la fine dell'anno -vedi periodo natalizio-  amo leggere classici per l'infanzia che ho snobbato in gioventù, oppure classici "a tema". Un anno fa, ad esempio, ho letto Storia di uno schiaccianoci - Favola di Natale nella versione di Alexandre Dumas (che non mi ha fatto impazzire) , mentre l'anno prima La rosa e l'anello di William M. Thackeray, che ho trovato delizioso. 


C’è una nuova uscita che ancora aspetti?

Sì, "Potrete perdonarla?" di Anthony Trollope, uno degli scrittori vittoriani che preferisco. E' il primo romanzo della serie Palliser, ambientata nel mondo della politica e dell'aristocrazia inglese di fine ottocento: presentata così sembra una cosa pallosissima, ma vi assicuro che Trollope è incredibilmente appassionante , anche quando parla di argomenti "noiosi". Non so quando uscirà, ma spero vivamente prima della fine dell'anno! 


Quali sono i tre libri che vuoi leggere prima della fine dell’anno?

L'inganno di Thomas Cullinan: ho amato il film del 1971 con Clint Eastwood e mi incuriosisce pure il nuovo adattamento della Coppola. Da qui l'interesse verso il romanzo originale , da poco uscito nella prima traduzione italiana. 
L'ultimo degli uomini di Margaret Atwood. Ho sempre voluto iniziare la trilogia post apocalittica/distopica di MaddAddam , e da poco ho trovato il primo libro in ebook (ma spero sempre in una ristampa cartacea). La Atwood è un'autrice straordinaria, la amo alla follia!
Magic (A Darker Shade of Magic ) di V. E. Schwab, perché me ne ha parlato MariaSte e sembra una serie molto interessante. 


C’è un libro che pensi possa shoccarti e diventare il tuo libro preferito dell’anno?

Fra quelli ancora da leggere? Mah, non prevedo grandi sorprese (anche se ci spero sempre) . Fra quelli letti (pochi, visto che mai come quest'anno sono stato in preda al "blocco del lettore") mi ha molto colpito Miss Pym di Josephine Tey: ho sempre avuto un debole per i romanzi ambientati in scuole femminili , e questo bel romanzo (etichettato superficialmente come giallo) si è rivelato una lettura appassionante e sorprendente, con uno splendido studio di caratteri. 


Hai già iniziato a fare progetti di lettura per il 2018?

Come faccio a fare progetti dopo un anno in cui ho letto pochissimo? Spero solamente di riuscire a superare questo blocco: non chiedo altro!

lunedì 14 agosto 2017

A Look in Retro

Ho preso spunto dal grazioso post di Caroline per parlare un po' delle cose che amavo da bambino/ragazzino: erano mesi che stavo pensando ad un post simile, quindi quello di Caroline-chan è capitato proprio a fagiolo! XD
Queste sono le categorie  (io ho aggiunto quella dei "Film") , e se vi va  potete rispondere anche voi, nei commenti o sui vostri blog!:

LIBRI: Come ho già detto altre volte, la mia passione per la lettura è sbocciata piuttosto tardi. Alle elementari ero un bambino decisamente selvaggio e introverso, che ai libri preferiva stare all'aria aperta a fantasticare. L'unico romanzo di quel periodo di cui ho vaghi ricordi è Polissena del Porcello di Bianca Pitzorno, assegnato alla mia classe come lettura estiva. Ricordo che era la storia di una ragazzina che, pensando di essere stata adottata, decide di partire alla ricerca dei suoi veri genitori. Ovviamente non lo finii (arrivai a poco meno della metà), ma le illustrazioni di Quentin Blake mi piacquero moltissimo. 
Alle medie cominciai a leggiucchiare un po' di più , ma niente di troppo impegnativo: scoprii i racconti di Edgar Allan Poe, e nella libreria della classe andava fortissimo un libro breve di Stephen King, ovvero Unico indizio la luna piena. Aveva delle illustrazioni piuttosto raccapriccianti, anche se della storia non ricordo assolutamente NIENTE. 
In prima superiore, all'improvviso, arriva la folgorazione con La storia infinita di Michael Ende. Chiaramente avevo già visto il film, ma il romanzo (che è molto più bello) mi rapì completamente! Mi immedesimavo tantissimo in Bastian, e la storia di Atreiu , dell'Infanta Imperatrice e del NULLA  mi ha segnato a vita (è tutt'ora uno dei miei romanzi preferiti). Fun fact: pur tifando per i protagonisti, il mio personaggio preferito era l'affascinante e malvagia strega Xayde, che appare pure nell'orrendo secondo film. 

Ecco: dopo La storia infinita ho cominciato a leggere tantissimo, ma l'infanzia era già finita! 




GIOCATTOLI: Non ho mai amato macchinine e robe simili, ma da piccolino avevo una passione morbosa per He-Man e avevo praticamente TUTTI i pupazzetti dei personaggi (anche quelli più inutili). Poi ricordo i fottuti Exogini, che erano degli omini di plastica color fluo, che solo in tempi recenti ho scoperto essere tratti dalla serie giapponese Kinnikuman. Ne andavamo pazzi, io e miei amici, ma non mi chiedete il perché. In quel periodo adoravo anche le trashissime figurine degli Sgorbions, e il gioco di carte Mutant Chronicles. Ma chi voglio prendere in giro? I giocattoli più importanti della mia infanzia sono stati i videogiochi
La mia prima console è stata la Sega Master Sistem: ho pochissimi ricordi, e a parte il fatto che ero una schiappa ad Alex Kidd in Miracle World, avevo pochi giochi e brutti. Il vero amore è nato con la mia seconda console, ovvero la/il Supernintendo. In particolare, ricordo tre giochi che mi sono rimasti nel cuore: Secret of Mana, Super Metroid e Earthworm Jim 2
Secret of Mana non era il miglior gioco di ruolo di quel periodo, ma aveva una trama carina, una colonna sonora incredibile , i combattimenti in tempo reale e soprattutto, era possibile giocare in due! Quanti pomeriggi passati con i miei amici su questo benedetto giochino! Non sono mai riuscito a battere il boss finale, e questa cosa è uno dei più grossi rimpianti della mia vita. 
Super Metroid era ed è, senza esagerare, un capolavoro. Ai tempi non esistevano le guide e non c'era internet a portata di mano, quindi era tutt'altro che semplice completarlo . Ma cavolo quanto era bello! Quando ho scoperto per la prima volta che il tizio in armatura che spaccava i culi agli alieni era in realtà una ragazza -cosa assolutamente inedita per i giochi del tempo- mi sono entusiasmato ancora di più: è diventato un gioco iconico anche per questo. 
Earthworm Jim 2 era un platform così geniale da rasentare la malattia mentale! Animato benissimo, con personaggi assurdi ed uno humour supercattivo , brilla ancora per la sua originalità a distanza di   22 anni dalla sua uscita. Purtroppo questa bella serie si è esaurita precocemente, ma io ci spero sempre in qualche bella raccolta (o magari in un nuovo capitolo!) per le console odierne.


CARTONI ANIMATI: I primi due cartoni animati di cui mi sono appassionato sono stati l'anime di Peter Pan (Pītā Pan no Bōken) e D'Artagnan e i moschettieri del re (Anime Sanjushi).
Il primo lo davano la sera poco prima di cena, e siccome non avevo la tv in camera andavo a vederlo in camera dei miei. Mia madre mi chiamava sempre  pochi minuti prima della fine dell'episodio (per cenare), ed ogni volta era una lotta continua! Comunque mi piaceva moltissimo, anche se ho ricordi piuttosto vaghi (e in più persone mi hanno detto che è invecchiato male). 
D'Artagnan e i moschettieri del re non ricordo a che ora veniva trasmesso, ma lo adoravo, ed a scuola giocavamo sempre ai moschettieri!In realtà, anche qui la mia preferenza andava ad uno dei cattivi, ovvero la meravigliosa Milady e la sua scimmietta Pepe! 
In seguito sono arrivati I cavalieri dello Zodiaco, Sailor Moon, Ken Shiro,  Lo strano mondo di Minù , He-man & She-Ra, Jem e le Hologram , Memole dolce Memole, Daitarn 3 e tantissimi altri!



TELEFILM: Avevo l'album delle figurine di Beverly Hills 90210, ma non sono mai stato un grande fan . Da bambino adoravo MacGyver: era la mia serie preferita, e non mi perdevo un episodio! Crescendo mi appassionai anche a Flipper, la serie con Jessica Alba e il delfino (era tremenda, me ne rendo conto) . La serie che ha più segnato la mia infanzia è stata senza ombra di dubbio X-Files: la sigla mi terrorizzava, e i finali ambigui e inquietantissimi delle prime stagioni non mi facevano dormire la notte. Ma quanto mi piaceva! Ricordo con piacere anche quelle trashate di Hercules e Xena, ed anche se ero già grandicello ho adorato alla follia Ally McBeal 



FILM: Da bambino avevo una bizzarra, assurda predilezione per i film con Arnold Schwarzenegger (probabilmente trasmessa da mio padre) : Conan il Barbaro, Terminator, Commando, Predator, Atto di Forza, Terminator 2... Li so tutti a memoria! Che disagio!
Durante l'adolescenza ho virato verso l'horror , (genere che tutt'ora mi piace moltissimo): ne ho visti a bizzeffe (ve la ricordate "Notte Horror" su Italia 1?) ,  e le mie saghe preferite erano quella di Hellraiser (che mi faceva paurissima), e quella di Tremors. A 12 anni, il mio film preferito era Stargate. Per fortuna, con l'età, i miei gusti sono migliorati! XD






sabato 29 luglio 2017

Liebster Awards 2017


Anche quest'anno ho fatto incetta di Liebster awards (almeno cinque, se non ho contato male), quindi mi accingo a rispondere alle millemila domande dei miei amici blogger (anche di quelli che non hanno nominato nessuno!) ,  solamente per soddisfare la vostra perversa curiosità! Contenti? 

Intanto, ecco il regolamento (che io non seguirò nei punti 2 e 3): 
1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste. 
2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 followers e che ritenete meritevoli. 
3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei "vincitori". 
4. Proporre a vostra volta undici domande.

A fine post troverete le mie domande: se vi và, rispondete nei commenti!

LE DOMANDE DI CAROLINE:

1) qual'è stato l'ultimo libro che avete letto? (anche per ragioni di studio, non necessariamente per svago).
Il castello Blu di Lucy Maud Montgomery. Ne ho parlato qui sul blog!

2) mi dite il vostro gioco da tavola preferito?^^
A dire il vero non sono mai stato un grande appassionato di giochi da tavola, ma quando ero piccolo adoravo "Indovina Chi?". 

3) vi regalano un biglietto con destinazione una città europea, e la città la dovete scegliere voi. Dove andreste?
Lisbona. 

4) avete mai avuto una baby sitter da piccoli/e oppure vi guardavano i vostri nonni o parenti (ovviamente nel caso i vostri genitori lavorassero entrambi a tempo pieno).
Niente baby sitter , avevo le nonne!

5) cosa vi attrae di piu' in un uomo o in una donna?
Sarò banale ma gli occhi . 

6) ultimo concerto a cui siete andati? non necessariamente di musica pop , eh!^^
Sono anni e anni che non vado ad un concerto, SIGH.

7) quando leggete un manga (o libro) che ha la sovra copertina, la togliete o no?
Sì, la tolgo.  

8) che segnalibro state usando in questo periodo? ha qualche illustrazione particolare, ve lo siete comprato o ve lo hanno regalato?
Eccoli:

Uno ha un'illustrazione di Macoto Takahashi, l'altro una fantasia presa dal manga Gisele Alain. 

9) un regalo inaspettato che avete ricevuto ultimamente
Una graziosa cartolina. 

10) preferite che vi dicano una bugia (ma assolutamente a fin di bene) o la verità spiccia e cruda?
La verità!

11) qual'è la canzone che state piu' ascoltando in questo periodo?
True Disaster - Tove Lo


LE DOMANDE DI MILLEFOGLIE:

1.  Come ha influito il mondo dei blog e dei social sulla vostra vita da lettori/lettrici? O anche a livello più personale (nuove amicizie, nuove abilità di comunicazione, etc...)
Il bilancio è sicuramente positivo. Grazie ai blog/forum che seguo ho scoperto tantissime opere interessanti, che magari sul momento avevo ignorato o sottovalutato. E mi ha aiutato anche a superare certi pregiudizi nei confronti di generi che evitavo a priori. Scrivere , poi, mi rilassa, anche se con gli anni non sono migliorato poi molto. Per finire, ho anche conosciuto un sacco di belle persone grazie al blog! 

2.  Vi considerate dei "giudici" severi circa le vostre letture? O siete di manica larga con voti e pareri?
Qualche anno fa ero decisamente più severo, e mi arrabbiavo tantissimo se un'opera non mi piaceva o mi deludeva (lamentandomi su forum, blog e quant'altro). Purtroppo non ho mai avuto amici intimi appassionati di fumetti, quindi ero costretto a cercare il confronto altrove. Adesso, sul blog, tendo a parlare solamente delle cose che, più o meno, mi sono piaciute. Amo le stroncature brillanti e divertenti, ma io non sono proprio capace di scriverle! Inoltre detesto dare "voti"!  E' una cosa che mi manda letteralmente in crisi (anche solo mettere le stelline su Goodreads e Anobii). 

3. I vostri espedienti narrativi preferiti, quelli di cui non vi stanchereste mai.
Non ne ho di preferiti, ma mi affascinano i racconti dove una stessa vicenda è narrata da persone diverse, e quindi da diverse prospettive. Una cosa alla Rashomon per capirci. 

4. Quale opinione (in ambito di letture, blog e hobby) tenete per voi perchè vi scoccia essere giudicati e/o perchè si tratta di un'opinione "impopolare" che vi porterebbe a condurre diatribe inutili e infinite? (Voglio totale sincerità e spargimenti di sangue in questo punto, niente peli sulla lingua! +_+)
Non mi faccio problemi, online, ad esprimere opinioni impopolari. Ma dal vivo lo faccio solamente se il mio interlocutore è una persona con cui poter discutere costruttivamente, e la cosa accade molto raramente, purtroppo.
Comunque, se proprio devo lanciare due bombe, eccole: Game of Thrones e Buffy sono le due serie tv più sopravvalutate della storia!!! *fugge* 

5. Se foste i protagonisti di una serie majokko (o simili), di che colore sarebbe il vostro vestito, che poteri vorreste avere e quale sarebbe la vostra mascotte?
Il mio ideale è Michiru Kaiou, che mi assomiglia per bellezza ed eleganza. LOL

6. Un titolo che vi ha fatto avvicinare a un genere che prima non tenevate in considerazione?
Gokinjo Monogatari, che mi ha fatto scoprire il genere shoujo. E che tutt'ora rimane uno dei miei manga preferiti!

7. Qual è invece un personaggio che vi somiglia fisicamente, caratterialmente o in entrambe le cose?
Al momento non mi viene in mente nessuno! 


8. Ci sono delle storie, tipi di relazioni, autori, serie, personaggi (e chi più ne ha più ne metta) che vi piacciono o a cui siete affezionati ma non sapete spiegarvi il perchè, considerando che magari è qualcosa che di solito non rientra nei vostri gusti?
I manga di Chiho Saito. Fin dall'inizio l'ho sempre considerata come la cugina scema della Ikeda, ma con gli anni mi sono affezionato alle sue opere! Anche a quelle più tremende, che farebbero impallidire i romance più improbabili e smaliziati (vedi First Girl). Purtroppo, quando ha cominciato a pubblicare manga veramente belli, hanno smesso di pubblicarla in Italia, fatta eccezione per il suo Valmont (squisito adattamento de Le relazioni pericolose), che consiglio a tutti!

9. Gli stereotipi vi infastidiscono sempre o li riuscite ad accettare a seconda del contesto? (Nelle commedie, per esempio...)
Mi infastidiscono sempre, anche se il livello di fastidio può variare a seconda del genere/bravura degli autori.  

10.  Che lavoro fate/Cosa studiate? 
Il mangaka (lo ammetto, sono Chiho Saito!).


11. Alcune delle vostre prime cotte 2D/Letterarie? Avete la cotta facile? 
Non posso dirlo *arrossisce*


LE DOMANDE DI MARISTE:

1. Caldo torrido o freddo polare? Ovvero siete persone freddolose o insofferenti al caldo?
Bah, spesso mi ritrovo a lavorare in entrambe le situazioni, e devo dire che il freddo polare è decisamente più gestibile. Anche se, invecchiando, divento sempre più freddoloso!

2. Per aver salva la vita dovete leggere un libro trash becero. Cosa scegliere di leggere?
Qualche romance storico di quelli zozzoni! Li adoro. 

3. Che animale volevate da bambini? (Io volevo uno scoiattolo V.v)
Ricordo un periodo in cui mi era presa la fissa per le iguana! Ho sempre amato i rettili, ed un mio caro amico è stato pure ad un passo dal regalarmela. Ovviamente mia madre inorridiva al pensiero, quindi non se n'è fatto niente XD.

4. Se poteste parlare una lingua straniera (senza la fatica dello studio) quale sarebbe?
Direi Giapponese o Arabo.

5. Cosa direste a una versione 10 anni più giovane di voi stessi?
Tante cose, che preferisco non riportare qui. In generale, direi "Divertiti di più, e non avere paura!" 

6. Siete persone mattiniere oppure nessuno vi deve rivolgere la parola fino a dopo colazione?
Mattiniera. 

7. Siete mai stati a una fiera del fumetto (o dedicata alla vostra passione)?
Ho la fortuna di vivere ad una mezz'ora da Lucca, quindi sì, al Comics & Games sono diciassette anni di fila che vado. Per il resto, non amo alla follia le fiere del fumetto, perché sono pigro e comincio ad essere un po' insofferente alla folla. 

8. Vi è mai capitato di alzare lo sguardo al cielo di notte e rimanere incantati dalle stelle?
In passato.

9. Avete mai pensato di mollare tutto e cambiare vita?
Sempre, ma fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.

10. Se poteste avere un super potere, quale sarebbe?
Poter leggere nel pensiero. O anche solamente capire quando le persone sono sincere o meno. 

11. Usavate il diario a scuola? E ora le agende per organizzare gli impegni?
Sì e sì, anche se il diario lo usavo più che altro per disegnarci sopra (dei veri e propri fumetti in stile manga, alcuni dei quali li ho pure conservati per degli anni). 



LE DOMANDE DI HANA:

1. Caffè o tè?
Li amo entrambi. Il tè lo associo di più ai momenti di relax, quindi, negli ultimi tempi ho bevuto decisamente più caffè! 

2. Quanto peso ha una copertina nella scelta di un libro/fumetto da acquistare?
Poco nei fumetti, praticamente nullo nei libri. Sono una persona che prima di comprare un fumetto/libro ama informarsi attentamente , leggendo recensioni e quant'altro. Certo, se esce una nuova edizione di un romanzo che ho amato, magari con una copertina bellissima ed una nuova traduzione, allora cedo più che volentieri!

3. Fanservice: ben accetto o odiato?
Dipende. Se non è troppo invasivo non mi da fastidio. 

4. Avete un portafortuna?
No.

5. Per 24 ore avete la possibilità di vivere la vita di un altro: chi vorreste essere? (valgono sia personaggi reali che di fantasia)
Charles Dickens,  oppure Jane Austen.

6. Il libro delle vacanze durante le elementari: lo finivate prima ancora di arrivare a luglio oppure non ne aprivate nemmeno una pagina?
La seconda. Come ho già detto altre volte, il mio amore per la lettura è sbocciato tardivamente (in terza media), quindi alle elementari leggevo si e no venti pagine, e poi mi facevo fare il riassunto dagli amici XD. 

7. Il vostro rapporto con la matematica.
Da incubo.

8. Grillo o formica?
Una via di mezzo, anche se con l'età mi sto trasformando in una perfetta formichina!

9. Come fate la spesa: entrate in un supermercato e afferrate quello che vi capita sotto tiro, oppure pianificate tutto nei minimi particolari prima ancora di uscire di casa, magari persino controllando i volantini delle offerte?
Pianifico, ma spesso la lista è soggetta a variazioni e aggiunte!

10. Anni '80 o '90?
Anni 90, semplicemente perché ne ho un ricordo più nitido.

11. Personaggio storico preferito.
Elisabetta I d'Inghilterra e l'imperatore Adriano.


LE DOMANDE DI NYU:

1) Qual'è la cosa che avete acquistato con entusiasmo nell'impeto del momento e di cui poi vi siete amaramente pentiti?
Mi capita spesso con i vestiti: in negozio mi sembrano bellissimi, mentre a casa mi trovo spesso a pensare "Ma che razza di maglietta/pantaloni ho preso? Gli specchi dei negozi sono photoscioppati, non trovo altre spiegazioni! 

2) Il vostro frutto preferito?
Le fragoline di bosco. 

3) Siete mai riusciti a scappare da qualche situazione poco carina? Che piano di evasione avete usato?
La più blanda: la fuga senza tante spiegazioni (quando è possibile) . Ad esempio quando mi invitano a feste che si rivelano tremende: fuggo, e dopo mando un messaggino al festeggiato/padrone di casa scusandomi (sono pessimo, i know). Quando invece non posso scappare indisturbato tiro fuori una scusa blandissima del tipo "adesso devo andare!" oppure "Mi stanno aspettando!"

4) Chiacchierate con gli animali (valgono anche le imprecazioni)?
Sempre, e Pippa mi risponde pure!

5) Il vostro giocattolo preferito da bambini?
Il Super Nintendo!

6) Siete mai stati costretti a stare in un posto con una persona (anche estranea) estremamente imbarazzante? Cosa faceva?
Un cliente di mio padre, una volta, è venuto a casa mia all'ora di cena, e si è piazzato da me per aspettarlo (mio padre era con mia madre non ricordo dove). Dopo i discorsi di rito sul tempo e le mezze stagioni che non ci sono più, si è messo a guardare la tv. Il disagio.

7) "Questo prodotto non lo fanno più come una volta..." a cosa potreste riferirvi?
Le Zigulì. Negli anni 90 erano infinitamente più buone!

8) Il colore che non indossate mai?
Il giallo non mi dona. 

9) Tipo di pasta preferita?
Le Mezze Maniche Rigate.

10) Avete un oggetto che conservate gelosamente perchè custodisce un segreto? (ovviamente non voglio sapere di che segreto si tratta ma solo che oggetto è)
E' un'idea romantica, ma ahimè no. Forse ne ho avuti in gioventù, ma non ricordo.

11) Il film del quale vi chiedete "perchè esisti?".
Un buon 60% dei film usciti in questi ultimi anni!


LE DOMANDE DI MISTICANZA:

1- Qual è la casa editrice peggiore per quanto vi riguarda?
Kappalab. 

2- Potete portarvi su un isola deserta unicamente una serie manga, quale scegliereste?
Uno dei miei primi amori, quindi Kaguya Hime (La principessa splendente) o Banana Fish.

3- Se foste un editore manga, quale serie inedita portereste?
Showa Genroku Rakugo Shinju.

4- Qual è il vostro youtuber preferito?
Elisa G. di Gerundiopresente blog

5- Quale serie tv consigliereste a tutti, a prescindere dai gusti?
Six Feet Under.

6- La vostra materia preferita a scuola!
Italiano e letteratura.

7- Il film più brutto che abbiate mai visto
Tanti. Troppi!

8- Leggete manga in altre lingue? 
In inglese.

9- La serie che bramate da tempo ma non avete ancora!
Black Jack di Osamu Tezuka!

10- Vi siete mai pentiti di un recupero mangoso? 
Non in tempi recenti!

11- Ultima domanda un po' particolare, vi propongo un test per verificare se siete psicopatici (è stato creato ad hoc da dei dottorandi di neuropsichiatria di Harward)
Per ragioni di spazio ve ne farò solo una su 5: Siete una ragazza e vi recate ai funerali di vostra madre, tra i posti a sedere vedete un uomo bellissimo e vi prendete una cotta per lui. Purtroppo dopo la celebrazione non siete più riusciti a vederlo... qualche giorno più tardi, uccidete vostra sorella, perché? (Dovete rispondere mettendovi nei panni di questa ragazza)
Perché mia sorella in realtà è un Terminator, e l'uomo bellissimo è in realtà mio figlio, venuto appositamente dal futuro per avvertirmi.

LE DOMANDE DI AYUMI:

1) Il vostro personaggio preferito tra le serie tv che avete visionato e i motivi della scelta
Direi la famiglia Fisher di Six Feet Under. Non sono tutti personaggi amabili, anzi, ma mi sono affezionato moltissimo a loro. E raramente ho visto personaggi, nelle serie tv più recenti, scritti altrettanto bene.

2) Il tipo di persona che non sopportate
Non sopporto le persone troppo estroverse e impiccione. Io sono piuttosto introverso, e quando mi ritrovo in situazioni nuove ho bisogno del mio tempo per adattarmi, ed aprirmi agli altri.

3) Il vostro libro preferito
Impossibile citarne uno solo. Ma se proprio devo dico "Mrs Dalloway" di Virginia Woolf.

4) Universo  in cui vorreste vivere se ne aveste la possibilità
Nessuno in particolare.

5) Tipo Pokemon che preferite e Pokemon che scegliereste come compagno di viaggio
Jigglypuff.

6) 3 cose che fareste in questo momento se non aveste limiti di tempo, denaro o di altro tipo
Viaggiare, studiare una lingua straniera, fare un corso per intagliare il legno.

7) Consigliate una serie anime e una serie manga
Anime: Gankutsuou - Il Conte di MonteCristo. Manga: Come dopo la pioggia.

8) Mangaka preferit*
Reiko Shimizu, Akimi Yoshida, Moto Hagio, Osamu Tezuka, Ryoko Ikeda, Chica Umino, Takako Shimura, Kazuo Kamimura, Tsutomu Takahashi, Usamaru Furuya e tanti altri.

9) Autore o autrice di libri preferit*
Charles Dickens, Anthony Trollope, Mervyn Peake, Ursula Le Guin, Wilkie Collins, Jane Austen, Virginia Woolf, Margaret Atwood, Josephine Tey, Dorothy Sayers, Daphne Du Maurier, Natsuo Kirino, Alexandre Dumas, Lucy Maud Montgomery e tanti altri.

10) Cibo che non provereste mai
Le lumache.

11) I vostri ideali più importanti
Il rispetto.

Queste invece sono  LE DOMANDE DI YUE:

1-Quanto vi piace Say Adieu to Yue da 1 a 10? 
2-Siete mai stati in uno Zoo?
3-Quale canzone canteresti al karaoke sotto casa di Nyu?
4-Siete persone sbadate?
5-Quale volume ruberesti dalle bellissime librerie di Orlando?
6-Il vostro drink preferito?
7-Quale volume in lingua francese recensito da Caroline vorresti vedere pubblicato in italiano?
8-Quale dolcetto prepareresti a Misticanza?
9-La vostra recensione preferita di Millefoglie
10- E quella di Hana-chan
11-Quale film vedresti insieme a Yue? 


venerdì 7 luglio 2017

Il castello blu di Lucy Maud Montgomery



Titolo: Il Castello Blu (The Blue Castle)

Autrice: E' Lucy Maud Montgomery (1874-1942) , scrittrice canadese famosa in tutto il mondo per la serie di Anne of Green Gables (Anna dai capelli rossi), composta da otto romanzi più svariate storie brevi.  Fra le altre sue opere, è bene ricordare la trilogia di Emily of New Moon (Emily della Luna Nuova) e i romanzi stand-alone Magic for Marigold (Marigold) e Kilmeny of the Orchard (Il frutteto incantato). Nonostante la sua fama sia legata principalmente alla sua produzione per ragazzi, ha anche scritto poesie e romanzi per un pubblico adulto, fra i quali, appunto, The Blue Castle

Trama fornita dalla casa editrice: L’immagine che Valancy Stirling vede riflettersi nello specchio è una figura tristemente scolorita. Ha quasi trent’anni e non ha un marito: quanto basta a renderla motivo di imbarazzo e umiliazione per la sua ingombrante famiglia. Valancy vive secondo le regole imposte da una madre bigotta, accoglie con remissione le scelte che altri fanno per lei, non si ribella al personaggio in ombra che nel gioco delle parti le è toccato in sorte. C’è un luogo dei suoi sogni, però, dove si sente libera di riprendersi un ruolo da protagonista: il suo “castello blu”.  La sconvolgente diagnosi di una malattia cardiaca fatale la spinge, però, a uscire dal suo bozzolo di timore e a cercare nel mondo il suo castello: prima, sul limitare di quella “landa desolata” dove abitano i reietti della comunità – Cissy Gay, una ragazza madre malata di tubercolosi, e suo padre Abel, un impenitente alcolista; poi, ancor più lontano, sul Lago Mistawis, dove vive soltanto lo sregolato Barney Snaith, che tutti reputano un criminale in fuga.  Ambientato nel magnifico scenario del Muskoka, dove specchi d’acqua, isole velate dalla nebbia, cascate scroscianti e boschi inestricabili si fondono nel magico silenzio della natura canadese, Il castello blu è uno dei pochi romanzi che Lucy Maud Montgomery scrisse per un pubblico adulto e per reinventare la sua storia di donna. La prosa ironica e brillante della Scrittrice tratta con freschezza temi scomodi, esprimendo tutto lo sdegno che provava per la finzione sociale e l’ipocrisia del suo tempo.

Commento di Yue: Anche a voler relegare Lucy Maud Montgomery nel calderone degli scrittori per l'infanzia (cosa a mio parere sbagliata e limitante), la sua genuina bravura è immediatamente percepibile: leggendo Anne of Green Gables , la prima sensazione che ho avuto è stata quella di trovarmi difronte ad un'autrice incredibilmente brillante e dotata, in grado di creare personaggi talmente vividi e vibranti da risultare indimenticabili (esiste un personaggio femminile più iconico di Anne in tutta la letteratura classica per l'infanzia? Non credo).

Nel mese di Giugno, la piccola (ma preziosa) casa editrice Jo March, ha pubblicato uno dei pochi romanzi pensati "per un pubblico adulto" della Montgomery, ovvero Il Castello Blu (The Blue Castle). Uscito nel 1926, ed accolto abbastanza tiepidamente dalla critica di quel periodo, in seguito a quasi mezzo secolo di oblio è stato ristampato, diventando immediatamente uno fra i romanzi più amati della produzione dell'autrice.



Lo dico subito per gli impazienti : non è un capolavoro, ma pur con le sue imperfezioni l'ho trovato graziosissimo! In questo periodo sto lentamente uscendo da un brutto "blocco del lettore", ed un libro del genere era proprio quello di cui avevo bisogno.

Ma analizziamo più attentamente questo romanzo (cercando di spoilerare il meno possibile): La prima parte, ovvero quella del "risveglio di Valancy" in seguito alla terribile diagnosi è assolutamente brillante e divertente, con dialoghi fulminanti ed uno humour incredibilmente tagliente (e per certi versi scorretto) per l'epoca.  Valancy non è un personaggio immediatamente esplosivo come Anne, ma anche all'inizio del libro, quando viene mostrata in un momento di mite rassegnazione viene descritta come una donna complessa,  piena di desideri ed ambizioni, e quindi il suo cambiamento risulta del tutto naturale. Cambiamento che sconvolgerà pesantemente i numerosi parenti del pomposo clan Stirling, splendidamente descritti e fonte continua di siparietti divertentissimi.
La seconda parte è decisamente più romance e bucolica, e la maturazione personale e sentimentale di Valancy viene descritta con grande delicatezza, anche se non mancano passaggi un po' noiosetti e un filo sdolcinati (ma sempre splendidamente scritti!). Il climax del romanzo è ampiamente prevedibile (io che sono un ingenuo non ho mai creduto a "quella cosa "), ed anche lo svelamento finale sull'identità di Barney richiede un pizzico di sospensione dell'incredulità. Ma tutto sommato, anche se nella seconda parte la storia perde quasi del tutto quella carica satirica e tagliente nei confronti del perbenismo ipocrita delle vecchie famiglie, il finale è l'unico possibile. E a guardare bene, nelle lacrime di Valancy, si possono leggere tante cose: gioia per il suo nuovo status, ma anche rammarico per il suo castello blu, ormai perso per sempre.

Insomma, un romanzo non perfetto, ma incredibilmente piacevole. Ve lo consiglio!

Edizione: L'edizione della Jo March è ottima e con un prezzo contenuto (14 euro).  La traduzione è di Elisabetta Parri, e a inizio volume c'è una bella introduzione delle curatrici e fondatrici della casa editrice, Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci. 

mercoledì 28 giugno 2017

Intermission 38 - Meanwhile



No, tranquilli, questo blog non verrà aggiornato fra 25 anni. Ma mi ritrovo a postare sempre meno spesso, quindi , anche stavolta si tratta di un intermission di robe a caso. E credetemi, questa cosa mi crea un fortissimo complesso di inferiorità, soprattutto se guardo a tutti i bei post dei miei amici blogger usciti a Giugno. Non so, ma mai come in questi giorni ho pensato di farla finita una volta per tutte, con Say Adieu. Credo proprio che non sarebbe una gran perdita.

*si toglie la tiara da Drama Queen*

Bene, stavolta cominciamo dalle serie tv: Sense8 è stato cancellato.
Noi fan, abbiamo ammorbato l'internet per settimane, ma nonostante le raccolte di firme, i #renewsense8 e i piagnistei vari praticamente ovunque, è ufficiale: non ci sarà una terza stagione, ne un episodio speciale per chiudere le varie storie.
La delusione è immensa, lo ammetto, soprattutto considerando l'ambizione degli autori e gli enormi costi di produzione. Ma sapete che vi dico? Questo "sentore di morte" l'ho avuto fin dall'inizio della seconda stagione: il cambio di registro è palese , ed è impossibile non notare un' accelerata nelle varie storyline. con tanta carne al fuoco . Secondo me questo cambiamento è stato imposto dall'alto, proprio in virtù del successo , a quanto pare sotto le aspettative, della prima stagione. Ma insomma, al di là di tutti questi discorsi resta solamente una grande amarezza. Mi hanno segato la mia serie guilty pleasure preferita...Come farò, adesso? EDIT :E' stato annunciato uno speciale di due ore, che concluderà la serie!



Per una serie che finisce, una che comincia: American Gods. Non ho mai amato particolarmente il Neil Gaiman scrittore, quindi mi sono avvicinato a questa serie (tratta appunto dal suo romanzo più famoso) attirato più che altro dall'affetto che provo per Bryan Fuller, visionario showrunner di serie da me amatissime come Hannibal e Pushing Daisies. Gli otto episodi sono letteralmente volati, e questa storia di divinità vecchie e nuove mi è piaciuta molto: Il tocco geniale di Bryan è onnipresente, e non mancano le scene fottutamente memorabili (molte delle quali hanno per protagonista una straordinaria Gillian Anderson). Certo, otto episodi sono veramente pochi, ed il finale di stagione non è così esplosivo come uno si aspetterebbe. Ma almeno hanno già confermato la seconda stagione, e speriamo di non dover attendere troppo. Ah, dimenticavo, adoro la opening!




Ladies and Gentlemen, ma la terza stagione di Twin Peaks? Prima di dire qualsiasi cosa, una dovuta premessa: amo questa serie, ma con grande serenità. Non sono di quelli che sanno tutti gli episodi a memoria e fanno le tre di notte leggendo le fan theories su ogni minimo dettaglio, no. E anzi, ho recuperato la serie piuttosto tardi, dopo aver visto ed amato praticamente tutti i film di David Lynch. Quindi il mio approccio alla terza stagione è più da Lynchiano che da Twinpeaksaro , ed episodi come l'ottavo...Lo dico? Mi fanno impazzire! ❤
Alle persone che stanno trovando deludente e assurda questa stagione mi verrebbe da chiedere "Ma avete seguito David Lynch in questi 27 anni? Davvero vi aspettavate qualcosa di stilisticamente simile alle prime due? E' come chiedere ad un disegnatore nel pieno della sua maturità artistica di tornare a disegnare come ai suoi esordi. E' assurdo!
Voi lo state seguendo? Cosa ne pensate?



Bene, è tutto per quanto riguarda le serie tv. Passiamo ad un paio di commenti brevi su alcune recenti letture: Avete preso il primo volume di Come dopo la pioggia? A me è piaciuto un sacco. Ha quell'eleganza delle vecchie commedie romantiche, ed i protagonisti sono molto interessanti e insoliti: per una volta, non abbiamo una studentessa timida e disagiata, ma una splendida atleta, che si dichiara praticamente subito! Ed anche il protagonista maschile (il mite e gentile direttore di un family restaurant) suscita immediatamente curiosità e simpatia.
Sono proprio curioso di scoprire quali binari seguirà la storia (ci sarà davvero la svolta romantica fra due persone così diverse e lontane per età?), e so già che la bimestralità mi ucciderà lentamente.

Ho letto anche "Un anno senza te", di Giopota e Luca Vanzella, e pure questo mi è piaciuto da morire . La storia, in realtà, è piuttosto semplice (rientra a pieno nel genere "delicato coming of age sentimentale"), ma è la sua esecuzione sia narrativa che stilistica ad avermi colpito, per la sua originalità e intensità: come dice il proverbio (?) non è importante il "cosa" si racconta, ma il "come".
Personaggi adorabili, una Bologna reale e immaginaria al tempo stesso e un sottofondo di realismo magico , fra episodi con soffici coniglietti che cadono dal cielo e altri che sembrano diretti da Jean-Pierre Jeunet. Insomma, un volume in tutto e per tutto sorprendente.
Se volete approfondire, vi consiglio vivamente la recensione di Orlando su Fumetti di Carta .

Anche per stavolta è tutto. Alla prossima! (forse).


  

mercoledì 24 maggio 2017

I manga che non leggeremo mai in Italia 30 - Shouwa Genroku Rakugo Shinjuu



TitoloShouwa Genroku Rakugo Shinjuu  (昭和元禄落語心中) , conosciuto anche con il titolo internazionale  Descending Stories: Shōwa Genroku Rakugo Shinjū. 

Informazioni varie: E' una serie composta da 10 volumi, ed è stata serializzata sulla rivista josei Itan, della casa editrice Kodansha. Da questa serie è stato tratto un anime di grande successo, che in due stagioni copre la storia di tutti e dieci i volumi. 

Autrice: E' Haruko Kumota, talentuosa e versatile autrice che ha esordito otto anni fa nel genere BL , raggiungendo il successo con la serie Itoshi no Nekokke.  


Trama: Anni 70. Il bel tomo Kyōji è appena uscito di galera , e pur essendo ancora senza lavoro, e senza un posto dove stare il suo primo pensiero è quello di andare in un Yosa, per assistere ad una delle performance del maestro rakugoka Yakumo. Il maestro, tempo prima, si era esibito nella prigione dove era detenuto il protagonista, e da quel momento, il più grande desiderio di Kyōji è diventare suo apprendista. Ebbene, i due riescono ad incontrarsi e, cosa incredibile, Yakumo accetta di prenderlo con se, anche se non sembra molto serio nelle intenzioni (lo tratta più che altro come un buffo animaletto domestico, da sfruttare come portaborse/servitore durante i suoi viaggi e le sue performance) . Il maestro Yakumo, fra l'altro, ha una situazione familiare complicata: vive infatti con Konatsu, una giovane donna figlia di un suo carissimo amico e collega rakugoka , morto molti anni prima in circostanze drammatiche insieme alla moglie . Da quel momento, il maestro Yakumo è diventato tutore legale di Konatsu, ma il rapporto fra i due è molto delicato e conflittuale, infatti quest'ultima accusa il maestro di essere l'assassino dei suoi genitori. Konatsu, fra l'altro, è molto appassionata di Rakugo (e fiera del padre defunto, ai suoi tempi un grande innovatore), e soffre non poco per il fatto di non poter far parte di questo mondo (il Rakugo è precluso alle donne). Sarà proprio lei ad aiutare Kyōji -che nel frattempo è stato ribattezzato "Yotaro", come il caratteristico personaggio folle e un po' scemo dei racconti rakugo- nei primi rudimenti di questa arte. Anche se la strada sarà lunga e piena di ostacoli!


Curiosità: Alcuni di voi si chiederanno: Si, ok, ma cosa diavolo è 'sto Rakugo? Ok, io non sono un esperto, ma cercherò di spiegarvelo in poche parole . Il Rakugo è un genere teatrale giapponese che consiste in monologhi di stampo comico, dove il narratore (rakugoka) interpreta tutti i personaggi della storia che racconta (restando rigorosamente seduto sul palco e con l'ausilio di un solo ventaglio e di un fazzoletto). Ovviamente, se ho scritto cavolate e volete aggiungere o correggere qualcosa a riguardo, aspetto vostri commenti. 

Commento di Yue: Ammetto che in questi ultimi anni, raramente il primo volume di una serie mi ha entusiasmato così tanto. Una buona parte di questa mia esaltazione credo sia dovuta allo stile di Haruko Kumota: mi fanno impazzire i suoi disegni dal tocco vagamente retrò, e i suoi personaggi super espressivi! Ci sono dettagli nelle sue tavole (anatomici o degli sfondi) che non mi stancherei mai di guardare, ed avete visto le sue illustrazioni? E' bravissima anche con i colori (cercatemi copertine più pucciose di quelle di Itoshi no Nekokke : impossibile trovarne). 

Una mia amica, quando le ho parlato del fatto che si trattava di un manga sul Rakugo mi ha detto immediatamente "wow, deve essere un fumetto pieno di dialoghi!", ma in realtà non è così, perché nonostante l'idea del Rakugo faccia subito pensare ad un qualcosa di statico e fitto di dialoghi, in questo manga le varie esibizioni sono ritratte in modo molto spigliato, senza eccessiva focalizzazione sulla storia narrata, ma con più attenzione su alcuni passaggi "significativi" della recitazione, che definiscono le particolari abilità del rakugoka (ad esempio, il maestro Yakumo ha un modo di recitare molto classico ed elegante, quasi sensuale, mentre il suo amico e collega Sukeroku era l'esatto opposto). Quindi il ritmo del manga è sempre scorrevole e piacevole. 
Chiaramente, una buona parte del fascino di quest'opera deriva anche dai personaggi, che hanno tutti un interessante e complesso background: paradossalmente, almeno in questo primo volume, il personaggio meno interessante è proprio il protagonista Yotaro, anche se piano piano, si riesce ad intravedere la sua "stoffa" sotto la patina di personaggio burlone e sempre allegro. Yakumo è il classico sensei severo ed esigente, ma con parecchie sfaccettature insolite (e divertenti) . Konatsu invece è una donna burbera e inizialmente poco amabile, ma dimostra grande forza e buon cuore e soprattutto, il suo rapporto di amore e odio con il maestro Yakumo è una delle cose più interessanti del manga.
Il tono generale di questo primo volume e nel complesso piuttosto "allegro", ma chiaramente, ci sono eventi del passato molto tragici, che hanno segnato i vari personaggi.  E da quel poco che ho visto dell'anime la storia si svilupperà in un lungo arco di tempo (non si diventa maestro rakugoka in un giorno), quindi nell'evenienza preparo di fazzolettini.

In definitiva, mai avrei pensato di trovare appassionante un manga sul Rakugo, quindi lo consiglio anche agli scettici! Non vi deluderà.


Si trova in lingue comprensibili? : Il primo volume in inglese è uscito da poco per Kodansha Comics. Nonostante il prezzo non proprio basso è un'edizione un po' cheap, anche se ha un formato  bello grande e mi sembra tradotto più che bene. Io l'ho preso su Bookdepository

giovedì 4 maggio 2017

Intermission 37 - And it was never enough.

Cosa aspetti ad aggiornare il blog, che fiorisca Maggio?
Ebbene sì, e lo faccio con l'ennesimo, scombinatissimo Intermission! Che sarà lunghetto e pieno di parentesi come al solito, vi avverto, quindi prendetevi da bere e delle patatine.


Qualche giorno fa ho visto il primo episodio di The Handmaid's Tale, serie tv Hulu tratta dal bellissimo (e terribile) romanzo distopico di Margaret Atwood. E sapete che vi dico? Nonostante lo scetticismo iniziale (dovuto principalmente al ringiovanimento di molti dei personaggi) mi è proprio piaciuto. Elisabeth Moss la trovo perfetta nel ruolo di Offred , ed anche la sceneggiatura -per ora- non tradisce la fonte cartacea . Unica mia paura: è stata già rinnovata per una seconda stagione, e sinceramente non so cosa si inventeranno una volta narrati gli eventi del libro. Come ho già detto sopra, il romanzo è molto bello, anche se in Italia è tutt'ora fuori stampa. Non ho capito se i diritti sono sempre in mano alla casa editrice Ponte alle Grazie oppure a Tea Due, ma è veramente da idioti non ristamparlo approfittando del traino della serie tv (e per la cronaca, uscirà anche una miniserie tratta da Alias Grace, sempre della Atwood, e pure questo è fuori stampa in italiano). 



Altra serie tv che sto seguendo con grande curiosità è la terza stagione della serie antologica Fargo. La prima stagione mi è piaciuta moltissimo (immensi Billy Bob Thornton e Martin Freeman)  , ed anche la seconda è stata nel complesso parecchio bella (soprattutto per la grande quantità di personaggi femminili interessanti). Questa terza, che ha come star Ewan McGregor nel doppio ruolo dei fratelli Stussy, ha degli elementi che mi ricordano molto la prima, soprattutto per la tipologia di personaggi  (vedi il cattivo inquietante e la poliziotta carismatica), anche se non mancano le novità, come la femme fatale Nikki Swango, al momento il mio personaggio preferito. I primi due episodi sono un pochino disorganici, ma promette bene. Spero di non sbagliarmi!



Chiudo il discorso sulle serie tv , ripetendo per l'ennesima volta: ma quanto è bello Feud? Mi è piaciuto veramente tanto, erano anni che non piangevo così per un series finale! La Joan Crawford della Lange non mi ha convinto del tutto (sono troppo diverse come fisionomia e voce), ma diamine, Jessica è sempre bravissima! Susan Sarandon nei panni di Bette Davis ha meno screen-time, ma per me è stata perfetta: applausi da qui al 2020. Intanto hanno proposto di candidare entrambe le attrici agli Emmy, quindi abbiamo già il tema della terza stagione: Feud- Jessica e Susan! XD



Adesso passiamo a parlare di fumetti: gli annunci del Napoli Comicon sono stati moscetti, vero? Fra i 25 titoli annunciati (comprensivi di serie nuove, volumi unici e ristampe) gli unici due vagamente interessanti sono stati Happines di Shuzo OshimiChildren of the Whales di Abi Umeda. 
L'enfant terrible Shuzo Oshimi mi piace molto: le sue storie sono sempre malatissime, ma ha talento e disegna splendidamente (amo in particolar modo le sue cover). Happines -un titolo che, conoscendo l'autore sembra un po' una presa per il culo- è una storia che parla di vampirismo e... Non so altro. Vi dirò dopo aver letto il primo volume! 
Children of the Wales  è uno shoujo serializzato su Mystery Bonita, descritto da molti come un "quasi seinen fantasy dalle atmosfere poetiche miyazakiane ma anche crudo e violento". Come voi, non ho ben capito, e a parte il fatto che Abi Umeda ha uno stile che decisamente non mi fa impazzire, boh, sarà tipo un manga alla Shin Takahashi? Che dietro a disegni pucciosi nasconde drammi e traggedie infinite? Staremo a vedere, intanto in Giappone sta avendo un grandissimo successo (vedi anime in uscita a breve). 



Notizie ben più succulente arrivano dal web (non ho ben capito la fonte, ma ci sono foto del Direct che confermano): J-pop pubblicherà Tekkonkinkreet di Taiyo Matsumoto, in una bella edizione omnibus comprensiva di tutti e tre i volumi. E inoltre, l'autore sarà ospite al prossimo Lucca Comics! Ma vi rendete conto? Dopo Kaoru Mori, Taiyo Matsumoto. Se è un sogno, non svegliatemi! 
Altro annuncio trapelato: Tomie, di Junji Ito. La mancanza di opere di Ito in Italia mi ha sempre sgomentato, quindi è davvero un'annuncio gradito! Speriamo sia la versione comprensiva di tutti i volumi, come quella americana!
EDIT del 5 Maggio: J-pop ha annunciato anche Chiisakobee  di Minetaro Mochizuki! Trasposizione moderna del romanzo omonimo di Yamamoto Shuguro , narra di un giovane carpentiere che ha perso tutto in un terribile incendio (la sua famiglia e la sua ditta). Nonostante la tragedia, decide di darsi da fare per ricostruire la "Daitome"costruzioni, prendendo come assistente una giovane ragazza senza dimora. Questo delicato ed insolito (per l'autore di Dragon Head) slice of life  mi ha sempre incuriosito, quindi sono felicissimo del suo annuncio. Spero vivamente esca in cofanetto (sono 4 volumi). 




Per quanto riguarda libri sono bloccato in questo periodo: continuo a comprarne parecchi (come ad esempio il tanto chiacchierato Il Nix di Nathan Hill) ma non sto trovando niente che mi entusiasmi DAVVERO. In questi periodi un po' così, di solito mi ritiro nella comfort zone rappresentata dai gialli, e la mia più recente scoperta è Margaret Millar. I suoi romanzi sono spesso più dei thriller che dei gialli, sempre tesi e drammatici e con venature quasi hard-boiled. Ma il suo più grande pregio è lo stile: scriveva davvero divinamente , con ritratti psicologici tutt'altro che scontati. Ve la consiglio (QUI trovate la sua opera più famosa scontatissima!). 



Sul fronte cinema ho poco da raccontare. Ho visto Ghost in the Shell con la Scarlett e l'ho trovato decisamente  inutile. Poi ho visto I Guardiani della Galassia 2 e mi ha piacevolmente intrattenuto (come il primo). L'unico recupero degno di menzione è il delizioso Il banchetto di nozze, film del 1993 di Ang Lee che definire adorabile è dir poco. La trama la potete trovare ovunque, ma il dvd al momento non esiste (io l'ho trovato in vhs ad un mercatino, rendiamoci conto! Retro-mania come se non ci fosse un domani). Stai a vedere che i primi film di Ang Lee sono i più belli!?!? 



Bene, è tardissimo ed ho sonno, quindi questo Intermission finisce qui.
Alla prossima!


domenica 16 aprile 2017

Our Little Sister - Diario di Kamakura vol. 1





Titolo: Our Little Sister - Diario di Kamakura (In originale : Umimachi Diary - 海街diary )

Autrice: E' Akimi Yoshida, conosciuta in Italia per il manga Banana Fish, pubblicato da Panini a partire da Novembre 2002 (quasi quindici anni fa, GASP!) . Fra le sue opere più famose ci sono La Dea della fortuna (Kissho Tennyo) , affascinante thriller soprannaturale che potete leggere integralmente sullo SmoProject, il family-drama fantascientifico Yasha  (ed il suo sequel  Eve no Nemuri) e la commedia romantica  agrodolce Lovers' Kiss, che curiosamente è anch'essa ambientata a Kamakura [1].

Quasi tutte le opere della Yoshida sono state trasposte in film/serie tv live-action: ultima in ordine di tempo e proprio la trasposizione di Umimachi Diary, per mano del bravissimo regista Hirokazu Koreeda (film distribuito anche in Italia, con il titolo internazionale Our Little Sister). 
Non l'ho ancora visto (fino all'ultimo ho rimandato nella speranza che il manga venisse pubblicato in italiano) ma se volete leggere una recensione a modo, vi consiglio quella di Gerundiopresente

Informazioni varie: In Giappone è serializzato in modo abbastanza discontinuo sulla rivista josei Flowers di Shogakukan, ed al momento conta otto volumi. In Italia è edito da Starcomics, in un'edizione da 4,90 euro con sovracoperta e pagine a colori.  Una menzione speciale anche all'ottima traduzione di Asuka Ozumi, una delle mie traduttrici preferite! 


Trama: "Ho appena saputo che mio padre è morto... Eppure non mi sento affatto triste, accidenti. I miei genitori divorziarono quando avevo sette anni...a causa dei debiti e delle scappatelle di mio padre, diceva la nonna. Dopo due anni, mia madre se ne andò di casa, dicendo che si sarebbe risposata. Da allora, io, mia sorella maggiore e mia sorella minore abbiamo vissuto con la nonna e non abbiamo mai più rivisto i nostri genitori. La nonna è morta da un pezzo, e nella sua vecchia casa siamo rimaste noi tre sorelle"

Le tre sorelle sono l'infermiera Sachi (la maggiore e più assennata), l'impiegata in banca Yoshino (bella quanto sfortunata con gli uomini) e la commessa buontempona Chiaki. 
Alla notizia della morte del padre (che recentemente si era risposato e viveva in una località termale), nessuna delle tre sembra particolarmente addolorata. Ma al funerale, con loro grande sorpresa, scoprono di avere una sorellastra tredicenne di nome Suzu, rimasta orfana (Suzu è nata dalla prima compagna del padre, morta di malattia). Adesso Suzu vive con la matrigna, ma l'incontro con le sorelle Koda le cambierà la vita! 

Commento di Yue: Io sono un Bananista Anonimo, ovvero una di quelle persone BananaFish-lese che anni fa fondarono un gruppo di sostegno sullo smo-forum (se avete letto il manga capirete perfettamente il perché della parola "sostegno") . Dal 2003 in poi (anno bellissimo sul fronte manga) ho sempre amato e seguito Akimi Yoshida: mi piace il suo stile asciutto e senza fronzoli, che  spesso trascende il genere shoujo/josei più classico con storie drammatiche e dal taglio squisitamente cinematografico (un esempio fra tutti, Yasha). Ma con Our Little Sister mi ha sorpreso: l'autrice, infatti, ritorna "alle origini", con una storia slice of life che ricorda alcune sue opere precedenti, come Lovers' Kiss e Kawa Yori mo Nagaku Yuruyaka ni [2].



Our Little Sister è prima di tutto un manga corale: le sorelle Koda sono al centro della narrazione (e talvolta voci narranti) , ma spesso e volentieri l'autrice racconta le vite di altri personaggi di Kamakura (vera e propria città/palcoscenico) , che per un motivo o per un altro hanno a che fare con le sorelle. Già nel primo volume, ad esempio,  facciamo la conoscenza dei compagni di classe e della squadra di calcio della piccola Kana (Masashi, Futa e Yuya) , e nei prossimi volumi scopriremo di più anche su altri personaggi appena intravisti , come il bel dottore/interesse amoroso di Sachi, il misterioso Tomoaki e la madre fuggitiva delle sorelle. Una storia quindi, tutta giocata su delicati legami familiari  e profondi rapporti di amicizia, che più volte mi ha ricordato opere da me amatissime come Maison Ikkoku e Honey & Clover. Come ho già detto, la Yoshida non è proprio tipo da perdersi in sentimentalismi inutili o patetici, ma nonostante ciò, Our Little Sister si rivela un'opera ricca di passaggi straordinariamente intensi, con splendide riflessioni sulla vita, la morte e la malattia, e una sottile ironia che pervade anche le situazioni più drammatiche.

In definitiva, consiglio questa specie di moderno Piccole Donne a tutte le persone che amano le storie che parlano di quotidianità , con personaggi ben sviluppati e dialoghi brillanti . Non ve ne pentirete!


Segnalo anche una graziosa pagina Facebook dedicata a quest'opera: Our Little Sister - Diario di Kamakura

NOTE:

[1] Lovers'Kiss è un'opera in due volumi ambientata a Kamakura, che ritrae un gruppo di studenti e i loro amori non corrisposti (sia etero che gay). Fra i protagonisti c'è proprio il bel Tomoaki, che in Umimachi ha una relazione con la sorella di mezzo, Yoshino. Purtroppo non si trova in scan, ma potete leggere questa recensione di Erica su Okazu.

[2] Kawa Yori mo Nagaku Yuruyaka ni  è una divertentissima comedy ad ambientazione scolastica, e può essere letta in scan grazie al gruppo HotCakes .



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